Logica o narrazione ?

Logica o narrazione ?

“La specie umana, a differenza delle altre specie animali, è stata capace di conquistare tutti gli habitat di questo pianeta principalmente per la sua capacità di elaborare informazioni. Una componente fondamentale di questa abilità è la trasmissione di informazioni importanti da una persona all’altra. L’incessante scambio di informazioni è una caratteristica fondamentale della nostra specie.

Le informazioni che tendono ad essere scambiate più rapidamente sono quelle che nel corso dei secoli si sono dimostrate utili nella vita quotidiana alla sopravvivenza: informazioni relative a fonti di cibo, ai pericoli, o relative ad altri membri della società.

Per questa ragione, nella società moderna tra gli argomenti più suscettibili di conversazione troviamo quelli che descrivono opportunità o minacce immediate per la nostra ricchezza personale: il lavoro, gli investimenti, l’economia, la nostra azienda, le tasse, a volte le lotterie miliardarie. Questi argomenti assomigliano al tipo di cose di cui i nostri antenati hanno parlato per un tempo immemorabile.

Ma a differenza dei nostri antenati, per i quali l’argomento “come cacciare un branco di cervi” era relativamente semplice, ai giorni nostri spesso non siamo sufficientemente attrezzati per discutere di argomenti vitali ma dal contenuto astratto, quali i temi economici. Di conseguenza, anche la conversazione quotidiana fluisce in modo poco efficace. La comunicazione e l’elaborazione di informazioni che riguardano la matematica finanziaria, la macroeconomia, sono molto faticose, poco approfondite ed imperfette.

Ecco perchè, per le decisioni di investimento, gran parte del pensiero umano non è logico-quantitativo, bensì basato su narrazioni. La probabilità di investire è maggiore se accompagnata da una buona storia, vivida, accattivante, raccontabile, relativa al titolo o al fondo d’investimento. Normalmente non si discute della differenza tra tasso reale ed tasso nominale, né del fatto che il prezzo di un’azione sia corretto rispetto ai probabili utili: questo tipo di fattori logico-quantitativi non sono congeniali al processo decisionale basato sulle narrazioni, che viene spontaneo alle persone.”

Robert J. Shiller
docente di Economia presso la Yale University